Tag al Digital Experience Festival a Torino

A Torino dal 25 maggio al 2 giugno si terrà il DIGITAL EXPERIENCE FESTIVAL – more digital for better life!

All’interno dei suoi padiglioni anche Tag avrà il suo spazio! Verrà allestita infatti una zona dedicata al coworking utilizzando propor l’arredo che caratterizza Tag… Per presentare l’iniziativa  e  per promuove il nuovo spazio di Torino è stata indetta una conferenza stampa, di seguito trovate il testo:

Terreno fertile per menti brillanti
Nel mondo della comunicazione e del digitale, la professione è sempre più freelance, con il risultato che i migliori talenti finiscono per lavorare in un virtuale isolamento, che in fin dei conti è molto reale.
Peccato, perché il talento si contamina e cresce nel confronto e nella collaborazione. E poi, da soli ci si annoia.
Il progetto Talent Garden (Tag) nasce da un’intuizione di un giovane bresciano e dalle esigenze di vita e lavoro della “diaspora freelance”. Nasce per portare sotto lo stesso tetto i migliori talenti di un settore multiforme come quello della comunicazione e della cultura digitale. Vuole metterli in condizione di lavorare meglio e in buona compagnia. Graphic designer, programmatori, sviluppatori di applicazioni, videomaker, fotografi, copywriter… Insieme per crescere meglio.
Stop all’isolamento
Dopo il successo del primo Tag a Brescia (700 mq aperti 24 su 24 per 56 professionisti), Fabio Sferruzzi, giovane imprenditore digitale, con la sua Echo Creative Company, agenzia di comunicazione hi-tech e alternativa, sta realizzando un nuovo “giardino dei talenti” a Torino.
Il Talent Garden sotto la mole (Tag TO) sarà uno spazio di lavoro al top di tecnologia e comfort, perché in un ambiente ospitale e piacevole si lavora meglio, come insegnano i colossi informali della Sylicon Valley (e gli esperti di intelligenza emotiva) Quindi spazio alla tecnologia e ai servizi professionali, ma anche al relax con bar, videogames, biliardino.

Lo spazio di co-working e co-passion apre le porte solo ai migliori, che, superata la selezione d’accesso, avranno a disposizione una scrivania, sale riunioni e magazzino, oltre che servizi avanzati per lavorare nell’era del web 2.0. Cercasi menti brillanti e appassionate per lavorare in autonomia e aperte a potenziali collaborazioni, pronte a competere, contaminarsi a vicenda e fare network.

I professionisti che lavorano in Tag condividono le spese di gestione dell’ufficio. In questo modo si garantiscono, a costi contenuti, servizi accessori e attrezzature al top.
Tag è inoltre un centro propulsivo di eventi e iniziative di aggregazione per generare nuove idee ed opportunità: così si fa sistema e dall’humus di una cultura condivisa nascono start-up, sfide, progetti. Quel tipo di imprese che nella Sylicon Valley sono all’ordine del giorno. Prossimamente a Torino.

Tag TO si presenta in anteprima al pubblico con un’area dedicata al co-working nel Digital Experience Festival 2012 di Torino, uno spazio destinato ad ospitare 15 talenti del mondo della comunicazione che vivranno, in vetrina, lo spirito del “passion working” per i 10 giorni del Festival.
Un’occasione per avvicinare il pubblico dell’evento al dietro le quinte del mondo digital e per promuovere lo spirito di condivisione che lo contraddistingue.
Per vivere da protagonista questa esperienza sottoponi la tua candidatura e partecipa con noi al Digital Experience Festival 2012 di Torino.”

Startup Weekend Torino 2012

Dopo il successo delle edizioni 2011 (per l’edizione di Brescia dell’ottobre 2011 Tag è stato uno dei principali sponsor n.d.r.), Startup Weekend torna a Torino (8-10 giugno 2012) per altre 54 ore di formazione, networking, developing & team building.

Fervono i preparativi per riunire sviluppatori, designers, marketing developers, product managers e in generale tutti coloro che nutrono interesse per il mondo del web e delle mobile applications con gli operatori del mercato. Le iscrizioni sono già aperte.

L’obiettivo della manifestazione è quello di promuovere l’incontro tra coloro che hanno delle idee, delle proposte e delle iniziative con coloro che possono renderle operative in una realtà aziendale.

Lo Startup weekend è un’iniziativa che coinvolge anche il mondo dell’imprenditoria interessata allo sviluppo, l’intento di Startup weekend è quello di ricevere un feedback sulle necessità e i bisogni delle aziende che magari vorrebbero investire in questo settore per promuovere o migliorare la propria attività, si rivolge a chi è alla ricerca di qualcuno con cui condividere un progetto o, semplicemente, vuole acquistare delle nuove competenze.

Ad ogni Startup Weekend si incontrano dunque imprenditori, innovatori, analisti, studenti, sviluppatori, esperti di marketing, investitori, venture capitalist e tanti altri professionisti, per condividere le loro esperienze ed avviare nuovi progetti comuni.

Durante lo Startup Weekend i partecipanti si organizzeranno in team e decideranno quale delle loro idee sviluppare, definendo la strategia da seguire e articolando assieme il lavoro per il buon esito dell’attività condivisa.

L’edizione Torino 2012 è promossa da I3P, Incubatore del Politecnico di Torino, e il programma MicrosoftBizspark.

WHYMCA mobile developer conference

Anche quest’anno il più importante evento italiano dedicato allo sviluppo per il mondo Mobile è alle porte: il 24 e 25 Maggio a Bologna, infatti, si svolgerà la terza edizione della “WhyMCA Mobile Developer Conference“. Tanti interventi tecnici focalizzati su Android, iOS, Windows 8/Windows Phone, HTML5 e framework crossplatform, tenuti da personaggi di riferimento del panorama italiano ed europeo.
E’ stata pubblicata l’agenda della due giorni, ci sono già le prime proposte di carsharing e tutti gli ulteriori dettagli sono disponibili nella pagina dell’evento. Partecipazione gratuita, sessioni di alto livello tecnico, il momento di ritrovo principale della community italiana dei mobile developer: cosa aspetti ad iscriverti? Ti invitiamo fin da ora a prenotare il tuo posto, il centro congressi può ospitare al massimo 400 persone e molti posti sono già stati assegnati.

Il caso di THIRD DOOR: workhub & nursery


Sempre più spesso le donne stanno lasciando il loro lavoro per prendersi cura delle loro famiglie soprattutto perché non sanno come organizzarsi nella gestione dei figli.

Navigando nella rete abbiamo trovato un ottimo esempio capace di coniugare vita professionale e famiglia.

Il coworking rappresenta una nuova tendenza, un luogo dove liberi professionisti si incontrano in uno spazio di lavoro condiviso per ridurre i costi di gestione e per accedere ad una comunità di professionisti lavorando in un ambiente piacevole e professionale. Ma cosa succede quando una libera professionista diventa mamma? Una coppia ha ideato nel Regno Unito un modello innovativo di coworking capace di risolvere anche uno dei più grossi problemi che si presenta quando arriva un bebè…

Oggi vogliamo presentarvi la storia di THIRD DOOR, uno spazio di coworking nato a Londra nel maggio del 2010, raccontata da Shazia Mustafa, co-fondatore e direttore, che ha lavorato come marketing e consumer researcher per Nokia e BBC, è laureata in Matematica ed ha conseguito un Master in Marketing. La potete seguire a @thirddoor.

Third Door è il primo workhub flessibile del Regno Unito con all’interno un asilo.

“Third Door ha avuto da subito un rapporto molto fortunato con i media sin dalla sua apertura. Siamo stati citati dal BBC Radio London Breakfast show, siamo apparsi su BBC London News, The Guardian ha scritto di noi (due volte!), così come FT, Nursery World (tre volte); inoltre abbiamo vinto strada facendo alcuni premi importanti (migliore Start Up, miglior locale business secondo Lloyds TSB, vincitore del premio Smarta 100 2011).

Aver deciso di aprire per primi nel Regno Unito uno spazio di coworking dedicato a liberi professionisti o persone che lavorano da casa, con una nursery interna dagli orari flessibili ci ha permesso di avere da subito molta visibilità.

Third Door nasce da una così semplice e brillante idea che in molti si son domandati per quale motivo non fosse stata realizzata prima. Tuttavia è principalmente la storia che sta dietro Third Door quella che ci ha aiutato a conquistare gran parte di questo successo mediatico. E’ una bella storia e mi sento di consigliare a tutti coloro i quali vogliano aprire una società di partire proprio dal raccontare quello che sta a monte dell’idea stessa del proprio business. Le persone sono sempre interessate alle storie e noi abbiamo raccontato la nostra vicenda innumerevoli volte. E’ una vicenda che non mi stancherò mai di raccontare, perché, proprio la storia legata alla mia attività, mi ha permesso di affermare la mia impresa portandomi a lavorare con passione per la realizzazione di Third Door; inoltre, grazie al frutto delle mie fatiche, ho avuto la fortuna di poter stare tutti i giorni con entrambi i miei figli e contemporaneamente continuare a lavorare!

Quando mia figlia aveva 5 mesi ed ero a metà del periodo di astensione per maternità, ho capito che non volevo tornare al mio lavoro (Global Research Manager), nonostante fosse meraviglioso come peraltro l’azienda per cui lavoravo, e che non volevo più viaggiare per il mondo ma nemmeno cambiare il mio contratto restandomene rinchiusa in un ufficio.

Avevo sempre nutrito l’ambizione di aprire una società tutta mia, così ho deciso insieme ad un amico con la mia stessa mentalità di fermarmi a riflettere per capire cosa potevamo fare per cambiare la nostra vita professionale. Quindi, con le nostre figlie al seguito abbiamo iniziato ad immaginarci la nostra futura impresa. Tuttavia, ciò che non ci aspettavamo era quanto fosse difficile riuscire ad entrare nel flusso di brainstorming e contemporaneamente soddisfare le esigenze delle nostre figlie, bisognose di attenzioni costanti come il cambio di pannolino, la pappa,i giochi, le coccole e tutto ciò di cui un lattante necessita.

Quindi, nel tentativo di farle dormire siamo andati da Starbuck’s e poi al parco, ma sfortunatamente non faceva alcuna differenza. Ricordo chiaramente di essermi sentita molto frustrata e di aver detto al mio amico quanto grande sarebbe stato bello poter lasciare le bimbe accudite da qualche parte nelle vicinanze del posto di lavoro!

Essendo una ricercatrice, ho iniziato a cercare esperienze legate a questa idea e ha trovato un esempio simile negli Stati Uniti. Mi si sono presentate tutta una serie di problematiche, alcune di cui ero già a conoscenza, altre nuove; molte neomamme intorno a me erano riluttanti di tornare al lavoro poiché non erano serene di lasciare i propri figli in un asilo nido.

Molti papà vorrebbero trascorrere più tempo con il loro bambino durante la giornata invece che solo al mattino o alla sera o nei weekend. Inoltre grazie all’avvento della tecnologia mobile sempre più persone possono lavorare da casa, ciò di cui hanno bisogno è l’accesso a internet, un computer portatile ed un telefono cellulare, con queste tre cose è possibile lavorare in qualsiasi parte del mondo.

A ciò, però, si aggiunge il problema della solitudine, le persone che lavorano da casa, infatti, pur mancando il ronzio ufficio, tendono a distrarsi con molta più facilità. Third Door risolve molti di questi problemi e, attraverso la creazione di uno spazio di appartenenza, permette di creare networking, collaborazione e senso di comunità.”

Una delle intuizioni più importanti fatte da Shazia Mustafa era la mancanza di flessibilità del modello di asilo tradizionale; in Third Door i coworker possono scegliere gli orari che preferiscono, dando naturalmente un po’ di preavviso.

“Mio marito e co-fondatore, all’epoca stava studiando per il suo MBA e scrivendo la tesi. Gli ho suggerito di concentrarsi sull’idea nella quale avevo focalizzato le mie ricerche. Ha pensato che fosse un gioco da ragazzi dato che anche lui conosceva perfettamente tutte le problematiche legate al fatto di lavorare da casa avendo un bambino piccolo. Yusuf ha lavorato duramente per creare un piano di fattibilità che potesse sostenere la nostra idea. Ci siamo entusiasmati quando ha ricevuto una menzione per il lavoro fatto. Allo stesso tempo, i miei datori di lavoro avevano annunciato che stavano facendo dei licenziamenti, così ho deciso dimettermi volontariamente (nonostante dovessi ancora scoprire di aspettare il secondo bambino).

Il (grande) passo successivo è stato quello di ottenere finanziamenti per il nostro progetto. Abbiamo lavorato duramente per trasformare lo studio di fattibilità in un piano di business funzionale che potesse soddisfare tutte le richieste fatte dalla banca, per poi sentirci dire un grande ‘NO’ da parte della banca stessa! Siamo stati informati che non si poteva paragonare la nostra attività a nessun progetto fino a quel momento finanziato e perciò la banca non ha voluto correre il rischio (dato che proprio in quel periodo aveva avuto ufficialmente inizio la recessione, da qui la riluttanza da parte della banca a finanziare il nostro progetto).

Ovviamente eravamo moralmente distrutti, ma piuttosto che rinunciare così presto al nostro progetto, abbiamo deciso di riunire tutti i nostri risparmi. Abbiamo ipotecato la nostra casa e venduto i nostri beni ad amici e parenti. Siamo poi andati avanti con la progettazione del logo, ricerca di locali, cercando di negoziare e trattare su tutto in modo da poter risparmiare denaro. Ho lavorato fino alla notte in cui nacque il nostro secondo figlio – mi sono presa una settimana di riposo prima di tornare a lavorare dato che eravamo in prossimità dell’apertura. Abbiamo deciso di non arrenderci e di perseverare visto che credevamo totalmente nel progetto di Third Door e non avremmo mai voluto ritrovarci da anziani a questionare rimuginando su quel progetto in cui credevamo tanto ma che qualcun altro aveva realizzato al posto nostro! La forte motivazione ci ha permesso di poter realizzare il nostro progetto nonostante io fossi in attesa del secondo figlio!

Abbiamo inaugurato Third Door quando nostro figlio aveva 6 mesi ed è stato, fino ad oggi, un bel viaggio. Il modello di business si è evoluto con il tempo, ma siamo rimasti fedeli alla nostra visione iniziale che coniuga un eccellente servizio e permette di rendere la vita dei genitori che lavorano un po ‘più facile! Il nostro piano a lungo termine è quello di aprire una Third Door in ogni città del Regno Unito, ci piacerebbe, perciò, incontrare persone interessate lungo il nostro cammino che ci possano aiutare a realizzare lil nostro progetto e che diventino parte integrante del progetto.

Mi piacerebbe sentire i vostri commenti a riguardo e se aveste anche una storia da raccontare, sarebbe bello avervi come ospite ad un evento di Third Door.”

Questo post è stato pubblicato sul blog di Third Door.

Questa intervista è apparsa sul sito women 2.0 founding startups, un sito che intende promuovere le donne startupper in data 27 settembre 2011 e liberamente tradotto da Elisa Remondina.

BANDO DI CONCORSO: DigIT@lia for talent: agenda digitale per l’Italia delle nuove generazioni

 

 

 

 

 

Oggi segnaliamo un bando di concorso che si pone l’obiettivo di stimolare la produzione di idee con elevate caratteristiche di innovazione tecnologica, di processo o di sistema che: presentino strumenti capaci di generare, attraverso il digitale, occupazione e servizi per le nuove generazioni e contribuiscano a creare un futuro migliore per il Paese e che siano in grado di sensibilizzare il Paese sulla relazione tra la situazione di mancata crescita che interessa l’Italia e lo scarso tasso di adozione e di uso dell’ICT – Information & Communication Technology

Generare attraverso il digitale occupazione innovativa e servizi per le giovani generazioni e contribuire a creare un futuro migliore per il Paese, questa è la finalità di DigIT@lia for talent.

L’Information & Communication Technology è uno dei principali motori di innovazione, in grado di contribuire in maniera determinante allo sviluppo sostenibile economico e sociale nazionale. In Italia, però, tale valore non è adeguatamente riconosciuto, le potenzialità del settore sono oggi ampiamente sottoutilizzate, ed il Sistema Italia ha accumulato un preoccupante ritardo tecnologico nei confronti degli altri Paesi, distinguendosi in negativo per il rapporto spesa ICT/PIL.

Il rilancio della crescita ed il futuro del nostro Paese devono quindi essere basati su un’innovazione di sistema che ne faccia da motore e su un’infrastruttura digitale che ne costituisca la materia prima e lo strumento abilitante.

È solo in questa prospettiva di costruzione di capacità, competenze e know how che si possono creare le condizioni per contrastare la “fuga dei cervelli” e per garantire ai giovani un futuro che ne valorizzi il talento.

Possono partecipare tutti i cittadini italiani e i cittadini stranieri domiciliati in Italia, che abbiano compiuto i 18 anni di età. Il concorso è aperto sia a singoli partecipanti che a team che possono avvalersi di tutte le competenze necessarie per proporre un’idea progettuale completa.

AMBITI TEMATICI DELLE PROPOSTE PROGETTUALI
Le soluzioni progettuali possono vertere sulle differenti tematiche che ProSpera ha sviluppato su ideaTRE60 e che hanno dato origine al booklet di proposte di DigIT@lia:

1. ICT: Interazione, Controllo e Trasparenza nei Servizi Pubblici
2. Superamento del digital divide: e-learning e 2.0
3. Infrastrutture di telecomunicazione
4. ICT per il benessere sociale nel futuro
5. Fabbriche Digitali
6. ICT e Disabilità
7. Alfabetizzazione Digitale

PREMIO

Il Proponente (individuo o team):

- dell’idea vincitrice si aggiudicherà un premio di Euro 10.000,00

- secondo classificato si aggiudicherà un premio di Euro 5.000,00

- terzo classificato si aggiudicherà un premio di Euro 3.000,00

REALIZZAZIONE
Fondazione Italiana Accenture e l’Associazione ProSpera si impegnano a contribuire alla realizzazione dell’idea con un importo fino a Euro 100.000,00 Iva esclusa.

I progetti dovranno pervenire nel periodo compreso tra il 5 marzo 2012 e le ore 18.30 del 30 Giugno 2012.

phpDay e jsDay sempre più vicino! SOCIAL EVENTS, SPRITZ and more..

Sono online i programmi definitivi di jsDay e phpDay!

Nonostante manchino pochissimi giorni dall’evento internazionale per i programmatori PHP e JavaScript ci sono delle importantissime e succulenti novità!

SOCIAL EVENTS

Il 16 maggio (jsDay) e il 18 maggio (phpDay) ci saranno due eventi serali gratuiti per tutti i partecipanti.
In entrambe le date al termine della giornata ci sarà un aperitivo a base del famoso Spritz veneto, gentilmente offerto dal nuovo media partner Aperol; la serata proseguirà alla pizzeria San Marco con birra, pizza, pasta fredda vegetariana e riso freddo gentilmente offerti da Softsonic (http://en.softonic.com/)
Il 17 maggio, la sera prima del phpDay, si terrà la prima Symfony CMF Hacknight sponsorizzato da ideato, platinum sponsor del phpDay e gold sponsor del jsDay. Per i partecipanti birra gratis (offerta da ideato) e uno sconto del 15% per il phpDay 2012! Per maggiori informazioni e per prenotare un posto all’hacknight iscrivetevi.

NUOVI SPONSOR

Ringraziamo i nuovi sponsor del phpDay: Booking.com, Register.it e JetBrains che durante il phpDay metterà in palio licenze del proprio editor professionale per PHP, PhpStorm.

PHP Best Practices
Durante il phpDay verrà presentato ufficialmente PHP Best Practices, il primo libro nel suo genere in lingua italiana, che affronta dal punto di vista di alcuni professionisti di spicco nel mondo PHP italiano le migliori pratiche di sviluppo introdotte dalle nuove versioni del linguaggio.
Sarà possibile ordinare il libro al phpDay, qui trovate maggiori informazioni.

La app ufficiale di jsDay e phpDay
In collaborazione con Falafel Software, sono disponibili i programmi completi di entrambe le manifestazioni all’interno dell’applicazione Eventboard; tramite questa app potrai sempre tenere d’occhio i talk in corso o che stanno per iniziare nelle varie track, e creare la tua personale agenda per essere sicuro di non perderti nessuno dei talk che ti interessano di più! L’applicazione è disponibile per Android, iPhone e Windows Phone 7.

Se non hai ancora fatto shopping, ricordati che manca poco e i biglietti sono quasi esauriti!

A presto!

Spazi di Coworking: un’alternativa agli incubatori per le StartUp

Se sei uno startupper, probabilmente una delle possibilità a cui hai pensato è quella di entrare  in un incubatore d’impresa.

Gli incubatori più conosciuti a livello internazionale, infatti, sono TechStars e Y-Combinator (entrambi nella Silicon Valley, n.d.r.), che offrono finanziamenti, assistenza e l’accesso ad una rete di multinazionali che non ha pari, ma solo a pochi eletti. I candidati devono prima fornire business & marketing plan dettagliati e realistici per poter entrare a far parte di questo esclusivo club.

Gli spazi di co-working rappresentano un’alternativa realistica e più alla portata per la maggior parte degli startupper.

Gli spazi di co-working offrono maggiore libertà e flessibilità rispetto agli incubatori di imprese tradizionali. Per molti startupper – quelli che non desiderano o che non hanno bisogno dell’intera gamma di servizi offerti dagli incubatori, oppure che vogliono mantenere un maggiore controllo all’interno della loro società non dovendo dipendere da tutor o da politiche aziendali – il co-working offre l’alternativa ideale.

Il co-working può effettivamente essere un ambiente migliore per la vita di una start-up. VentureBeat, con sede a San Francisco, si appoggia alla sede newyorkese di WeWork per il suo personale che è costantemente in aumento. Gli spazi di WeWork, che ha altre sedi a Los Angeles e San Francisco, sono strutturati in maniera tale da permettere un rapido e funzionale cambiamento, a seconda delle esigenze di ciascun team e del numero di persone che lo compongono gli spazi si possono adattare velocemente e facilmente.

Gangplank in Arizona aveva iniziato come un incubatore in senso tradizionale, ma poi strada facendo i fondatori si sono resi conto che aziende che operano all’interno di spazi di co-working sono in grado di generare sinergie inattese e molto producenti: “Abbiamo messo in atto una procedura per avvicinarci ed uniformarci  a realtà come  Y Combinator o TechStars. Abbiamo finanziato imprese e le abbiamo accolte all’interno di Gangplank,” dice il co-fondatore Neighbors Derek.

“Quello che abbiamo iniziato a notare era che la formula delle piccole imprese che lavorano insieme nei medesimi spazi è supportata proprio dall’ambiente stesso, che permette di raggiungere con più facilità ottimi risultati nell’ambito del proprio business “, spiega Derek. I fondatori di Gangplank hanno capito quale fosse l’ingrediente mancante all’interno degli incubatori e cioè una comunità di sostegno. “Ciò che manca agli startupper all’inizio della loro avventura non è un finanziamento di  capitale e nemmeno il talento. Ciò che manca, infatti, è la sinergia tra le persone che permette ad un progetto inserito all’interno di un determinato contesto di crescere e diventare di giorno in giorno sempre più forte in termini di business”

Oltre a quello che è stato detto fin d’ora si possono prendere in considerazione anche altri vantaggi di lavorare nello stesso ufficio condiviso con persone che ragionano con la mente imprenditoriale:

  1. Crescere al proprio ritmo. Mentre molti incubatori si presentano come un ambiente già ben strutturato che obbliga chi ne fa parte a seguire determinate regole, gli ambienti di co-working consentono di lavorare, creare e crescere seguendo le esigenze personali di ciascuno. Le tariffe sono flessibili, offrendo la possibilità di acquistare spazi per un’ora,  per un giorno o per un mese intero. Jason Richelson, socio fondatore di Hive a 55, concorda sul fatto che il co-working rende facile il risparmio di denaro, soprattutto all’imprenditore agli inizi, permettendogli di raggiungere un proficuo livello operativo. “Per chi non vuole impegnarsi nelle fasi iniziali di avvio di una nuova società in un contratto di locazione  sempre molto oneroso, poter scegliere anche di mese in mese è l’unico modo che permette di portar avanti un progetto di startup.”.
  2. Imparare dagli altri. Entrando nel mercato dei migliori incubatori come “avversario”, lo spazio di co-working ha dovuto sviluppare, come valore aggiunto al progetto stesso, una fitta rete di eventi e relazioni che va da convenzioni con ristoratori per le pause pranzo alle serate con gli esperti di networking e gli sponsor stessi, a workshop. Ad esempio TechShop  offre una varietà di corsi gratuiti di bricolage, su temi quali taglio laser, serigrafia, AVR micro-controller di programmazione e AutoDesk – ideale per la prova di prototipi di startup.
  3. Partnership o condivisione di idee. Facendo parte di uno spazio di co-working,  non solo si collabora incoraggiandosi a vicenda, ma si ha la possibilità di confrontarsi con la mentalità dei propri colleghi per ottimizzare al meglio il rendimento della propria startup. Doug Naegele, che gestisce la Infield salute, una società di software in ambito sanitario, ed è un membro di Affinity Lab, ricorda come una semplice conversazione con un vicino di scrivania abbia portato ad una nuova, eccitante avventura.
  4. Supporto e connessioni. Il successo di  Orpheus Media Research ideata da Greg Wilder, una piattaforma di ricerca musicale, che ha aperto il suo quartier generale a New York City, deve molto alla sua co-comunità di lavoro a Indy Sala: “Ogni persona chiave coinvolta in azienda di oggi è in qualche modo collegata al network del co-working o in connessione con il co-working stesso”.

Se ancora non credi che gli spazi di co-working siano sufficientemente professionali, tieni presente che molti co-working collaborano attivamente con acceleratori e incubatori. CoCo è entrato a far parte di un progetto con Project Skyway, un acceleratore di tecnologia che offre alle aziende di software agli albori capitali di avviamento, mentoring e networking. Labs Dogpatch si è specializzata su come aiutare start-up in fase di lancio grazie alle sue connessioni con la Polaris Ventures. I suoi discepoli più celebri sono Instagram e Coniglio Task.

Il Co-working cambia la mentalità degli startupper allontanandola da come ottenere finanziamenti a come far crescere una cultura aziendale, sviluppare idee e, soprattutto, alimentando reti di sostegno a favore delle imprese stesse.
Liberamente tradotto da Elisa Remondina prendendo spunto da un articolo scritto da Genevieve DeGuzman, autrice del libro edito da Night Owls Press Working in the UnOffice: A Guide to Coworking per VentureBeat.

Incredibile: Douglas Crockford al JsDay!


Boom!

Douglas Crockford terrà il keynote del 17 maggio al jsDay!

Crockford è conosciuto a livello internazionale per il suo continuo e costante impegno con Javascript: nello sviluppo del linguaggio stesso, nella scrittura di strumenti (JSLint), rendendo celebre e popolare il formato Json e scrivendo libri come “Javascript the good parts”.

I biglietti scontati (early bird) sono andati letteralmente a ruba, sono già stati venduti più biglietti dell’edizione passata!
Affrettatevi, prima che finiscano i posti dipsponibili http://2012.jsday.it/tickets.

Inoltre sono online i programmi definitivi del jsDay e phpDay: http://2012.jsday.it/schedule/ http://2012.phpday.it/schedule/

Ringraziamo inoltre i nuovi sponsor platinum: RIM (Blackberry) per il jsDay e JetBrains per il phpDay.
RIM ha messo in palio 30 playbook che verranno estratti tra i partecipanti del jsDay.

Al termine della giornata del 17 (jsDay) e 19 (phpDay) maggio ci sarà un aperitivo aperto a tutti i partecipanti, durante il quale potrete sorseggiare dello Spritz.
Sarebbe bello avere Aperol (http://www.aperolspritz.it/) come sponsor di questi “social events”, per questo motivo ti chiediamo un’aiuto:
manda un tweet ad  @aperolspritzit chiedendo di partecipare al jsDay e phpDay 2012!
Ad esempio: “@aperolspritzit ci sarai all’aperitivo con le altre 400 persone del @jsconfit e @phpday 2012? http://2012.jsday.it
http://2012.phpday.it

Durante il phpDay verrà presentato “PHP Best Practices”, il primo libro nel suo genere in lingua italiana, che affronta dal punto di vista di alcuni professionisti italiani le migliori pratiche di sviluppo introdotte dalle nuove versioni del linguaggio.
https://www.facebook.com/gruspbestpractices

liquid.lab CREATIVITA’ + INNOVAZIONE = LAVORO

A Firenze da martedì 9 a sabato 12 maggio 2012 si terrà liquid.lab 01 CREATIVITA’ + INNOVAZIONE = LAVORO una sorta di piazza multimediale ed interattiva che, sfruttando le potenzialità della rete, si pone l’intento di connettersi con un pubblico vasto, dove il pubblico diventa soggetto attivo delle proposte. All’interno della sezione LIQUID.next, il presente/futuro dei giovani talenti presso il polo urbano di San Donato-Murate anche Talent Garden parteciperà al workshop “MAKE A PLACE”. Co-working, impresa collettiva, networking, innovazione sociale, spazi creativi, sono le parole chiave dell’evento, che si presenta come un incontro tra giovani realtà imprenditoriali, italiane ed internazionali, che gestiscono spazi di lavoro condiviso e che stanno riformulando nuovi modelli di fare impresa e cultura. In un primo momento le realtà invitate si racconteranno, portando alla luce modalità organizzative diverse, accomunate dalla stessa filosofia guida: cooperare anziché competere. Poi saranno proposti workshop  ideati ed organizzati dalle realtà coinvolte. Per saperne di più consulta il programma al link http://www.liquidlab.it/wp-content/themes/liquid_temp/pdf/LiquidLab_14marzo12.pdf.

IMW – Innovation Makes Wonders 2012 – XIII conference

Si terrà ad Adro (Villa Crespia) venerdì 13 aprile 2012 a partire dalle ore 9.30 la tredicesima edizione della conferenza IMW - Innovation Makes Wonders -dedicata a tutti i giovani imprenditori e agli startupper ambiziosi, sarà una sorta di “Davos” delle start up che avrà l’intento di trasmettere il concetto della Piccola Giovane Grande Impresa a tutti coloro siano disposti a correre il rischio di sperimentare ed impegnarsi per diventare imprenditori in grado di generare quella tanto attesa inversione di tendenza verso l’ottimismo. Alla conferenza parteciperà anche Davide Dattoli, co-founder di TALENT GARDEN, che interverrà all’interno del dibattito “Storie di Incubators e nuove forme di aiuto alle start up” previsto per le ore 15.45. Ancora una conferma ottenuta da TAG, che in pochi mesi è riuscito ad essere un punto di riferimento a livello nazionale e non solo!!

 

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