Coworking & libri….

Al momento non esiste una bibliografia significativa sul coworking, questa settimana abbiamo deciso di proporvi i titoli dei libri più significativi che sono stati scritti sull’all’argomento, attraverso i quali è possibile approfondire il concetto di coworking e le ragioni del suo rapido sviluppo.
Si scrive coworking si legge condivisione, collaborazione, autonomia, accessibilità, flessibilità. È fratello di un fenomeno simile, il co-housing, e parente stretto di altre realtà in crescita come il car-sharing e il bike-sharing. Si muove negli stessi territori della share knowledge, in compagnia dei social network o delle community alla maniera open source, con la differenza che il coworking ha bisogno di spazi fisici per concretizzarsi e diventare realtà.
Il coworking nasce nel 2005 a San Francisco dalla mente di un freelance che voleva unire la struttura e la comunità tipici dell’ufficio da posto fisso all’indipendenza e alla flessibilità del lavoro autonomo. Un’esigenza diffusa che, data la velocità con cui il fenomeno si è espanso, in molti evidentemente condividono. È il caso di chi associa il proprio lavoro a un computer, una connessione internet e a volte una scrivania – magari quella ricavata in casa tra una libreria e il tavolo da cucina o quella messa a disposizione dell’azienda di cui si è fornitore, ogni tanto -. È il caso delle migliaia di home-worker che hanno aderito al telelavoro e di quanti, in periodo di ristrutturazioni aziendali cercano di ricostruire idee e network per ricominciare.
In Italia il fenomeno è nato sulla scia del modello americano, anche se inizialmente rispondeva più allo spirito dell’improvvisazione e della solidarietà che non a quello del mercato. Uffici troppo grandi venivano suddivisi in modo che la parte inutilizzata fosse data in affitto temporaneo a freelance o avventori di passaggio, in cambio di rette flessibili ed economiche.
L’evidenza di una domanda in crescita ha permesso di passare dalla fase sperimentale a quella attuale, diversificando l’offerta e aprendo il mercato a soluzioni diverse e nuove.
Riguardo al fenomeno del coworking poco è stato scritto, di seguito abbiamo voluto presentarvi una carrellata dei migliori titoli in circolazione riguardo l’argomento…

I’m Outta Here: how co-working is making the office obsolete
autori: Drew Jones, Todd Sundsted, Tony Bacigalupo
editore: CreateSpace – 2009

E’ un libro sulle persone e i luoghi protagonisti della più grande rivoluzione degli ultimi anni nell’ambito della concezione del lavoro. Da uno spazio nato a San Francisco all’inizio del 2005, il coworking è cresciuto fino a contare oltre 70 spazi in tutto il mondo alla fine del 2008, che continuano ad aumentare di giorno in giorno. Leggendo questo libro si capiscono le motivazioni che hanno portato tanti lavoratori di talento a voltare le spalle all’ufficio tradizionale…  Scritto da tre pionieri del coworking, il libro presenta le persone, gli spazi e e le tendenze che hanno generato la workplace revolution. E’ un libro veloce, maneggevole e di facile lettura, che riflette anche nella sua fisicità le caratteristiche del movimento:  formato compatto e font essenziale, strutturato in sei sezioni (attenzione a non chiamarle capitoli!) che alternano una pagina di testo ad una fotografia a tutta pagina e che donano all’insieme un senso di “home-made feel”. Nella prima sezione “What is Coworking?” viene introdotto il fenomeno, nella seconda sezione invece si parla dell’a storia della sua genesi. La terza e la quarta sezione “Who’s Coworking” e “Coworking Spaces” sono le più importanti poiché contengono veloci biografie dei leader del movimento e le schede tecniche dei più significativi spazi di coworking degli USA. Le ultime due sezioni “Corporate Outworking” e “Work/Life Revolution” tornano sull’ideologia di fondo del coworking.

Coworking: How Freelancers Escape the Coffee Shop Office and Tales of Community from Independents Around the World
autori: Angel Kwiatkowski, Beth Buczynski

Il coworking è molto più di uno spazio condiviso tra liberi professionisti. Chiunque può trovare una scrivania e una connessione internet gratuita, ma il coworking offre di più, consente di partecipare ad una comunità globale che supporta ogni singola parte del sistema stesso.
Il coworking è una filosofia di vita che riconosce ciascun individuo come una creatura sociale che produce di più e meglio in comunità rispetto che in solitudine.
Chi pensava che lavorare da casa con orari flessibili in pigiama fosse un sogno che si avverava si dovrà ricredere, nel libro, infatti, viene meravigliosamente descritto il processo che porta un brillante freelance inserito nella società a larva umana!
Chi decide di lavorare da casa, infatti, si troverà straordinariamente bene per il primo periodo – forse anche per un anno intero – ma a poco a poco inizierà a perder tempo, sentirsi inutile e trascurare se stesso ed il proprio lavoro.
Tutto questo succede lentamente, in maniera quasi impercettibile, ma è scientifico: accade! Inizi a non vestirti più e non pettinarti, poi smetti di uscire a pranzo con colleghi ed amici ed arrivi ad avere come tragitto più lungo quello che passa dalla tua scrivania al frigorifero! Molto prima di quanto si possa accorgersi la conversazione più significativa della giornata sarà con il ragazzo che consegna le pizze, magari alle tre di notte!
Fa sorridere la descrizione di colui il quale ha il sospetto di aver perso le sue doti comunicative e sociali, che evita ogni sorta di situazione pubblica sentendosi sempre più scoraggiato e che non trova nell’armadio nessun abito che lo possa far sentire a proprio agio in mezzo alla gente…
L’azienda coincide con la propria vita facendo fondere in un unico concetto gli spazi di casa e ufficio. Non esistono più divisioni di spazi temporali: certe notti si lavora fino alle 3 del mattino e certi giorni non ci si alza fino a mezzogiorno.
Quello che manca a chi decide di vivere in questo modo è la socializzazione, il sentirsi parte di una tribù. Il coworking riempie questo bisogno inconscio. Il coworking è un movimento che è stato inventato per la comunità.
Il coworking è un fenomeno sociale che si sviluppa negli spazi di lavoro in cui c’è predisposizione alla collaborazione, dove l’accento è posto sulla comunità e non sull’individualità, né sullo spazio in sé. Il coworking vede come suo naturale fruitore il freelance, il lavoratore autonomo, ma il suo concetto si è ampliato andando ad includere piccole e grandi aziende, organizzazioni non profit, telelavoratori, ed industrie emergenti.
Il coworking è uno stato d’animo, una comunità, e soprattutto un elemento rivoluzionario. Ma capire come ottenere il massimo da questo nuovo stile di lavoro può essere difficile se non sai di cosa si tratta e dove trovarlo. Questo libro è nato per fare chiarezza sull’argomento, per educare ed ispirare la forza lavoro di oggi ed il futuro freelance di domani. Molto importante è l’individuazione dello spazio giusto e l’apprendimento delle tecniche per ottenere il massimo dalla nuova comunità e come di conseguenza esserne anche d’aiuto e d’utilità.
Gli autori vogliono che il coworking sia il nuovo filo che unisca tanti professionisti indipendenti. Non si tratta del proprio titolo professionale, ma di una comunità a cui appartenere.
Il coworking non è solo avere una scrivania o scambiarsi biglietti da visita fra colleghi. Non lo è mai stato. Significa far parte di un movimento che sta cambiando il lavoro così come lo abbiamo conosciuto.
Il coworking, però, non è l’unico modo per lavorare, si tratta di un veicolo attraverso il quale le persone possono sviluppare appieno il loro potenziale e diventare veramente se stessi. Il coworking non è un fine in sé, bensì un inizio. E ‘la strada.
Il coworking è la risposta per i liberi professionisti che sono stanchi dell’isolamento.
Il coworking riconosce i bisogni fisici, emotivi e spirituali della forza lavoro indipendente fornendo una comunità in cui la socializzazione e la collaborazione sono facilmente disponibili.

Working in the UnOffice: a Guide to Coworking for Indie Wrkers, Small Businesses and Nonprofits
autori: Genevieve V DeGuzman e Andrew I. Notte
editore: Tang Owls Press – 2011

Un numero crescente di persone sta prendendo in considerazione uno spazio di lavoro completamente diverso: lo spazio di coworking.
La gente sta sempre più scoprendo che le grandi idee fioriscono nella comunità ed attraverso il lavoro a fianco degli altri. In tutto il mondo, spazi di lavoro come Affinity Lab, Indy Hall e NextSpace sono testimoni della nascita di una nuova generazione di imprenditori. Da un punto di vista pratico il coworking è la soluzione ideale per i freelance: ti fa risparmiare denaro, uscire dall’isolamento e incontrare altre organizzazioni e start-up.

Coworking: Building Community as a Space Catalyst
autori: Angel Kwiatkowski, Beth Buczynski

Una persona che vuole iniziare un’attività di coworking si chiama Space Catalyst. Questo libro è stato scritto per tutti coloro vogliano trovare ispirazione, risorse ed idee attuabili per costruire una comunità di coworking.
Il libro è pieno di esempi reali e scritto da chi in prim persona ha aperto con successo uno spazio di coworking (Angel Kwiatkowski).
Le storie e le esperienze di questo testo forniranno risposte alle domande più comuni relative all’avviamento d una attività di coworking.

What’s Mine Is Yours: The Rise of Collaborative Consumption
autori: Rachel Botsman, Roo Rogers
editore: Harper Collins

Una nuova economia emergente resa possibile da reti sociali online e alimentato dalla crescente consapevolezza della necessità di abbattere costi e preservare l’ambiente.
Il consumo di collaborazione consapevole si verifica quando la gente partecipa alla condivisione organizzata, baratto, commercio, noleggio, scambio e collettivi per ottenere gli stessi piaceri della proprietà con una riduzione del costo personale e oneri, e minore impatto ambientale.
Il libro affronta i tre modelli del crescente modello di collaborative consumption, descrivendo come questi tre modelli si uniscano per formare una nuova economia di consumo più sostenibile. Il consumo di collaborazione consapevole è iniziato come una tendenza in concomitanza con l’emergere di siti di informazione come Wikipedia e Flickr e con i recenti problemi economici e la crescente consapevolezza ambientale, sta diventando un movimento internazionale. Gli autori prevedono che sarà riconosciuto come un’economia a pieno titolo entro i prossimi cinque anni.
Consulente d’impresa e imprenditore Botsman Rogers ha iniziato a seguire sin dalla nascita un comportamento del consumatore che è stato definito “consumo collaborativo”. Le persone si stanno rivolgendo sempre più ai modelli di consumo che sottolineano l’utilità rispetto che la proprietà, la comunità al posto dell’egoismo, la novità e la sostenibilità.
Un certo numero di nuove imprese sono nate per servire questo nuovo mercato, sfruttando la capacità di Internet per creare reti di interessi condivisi e di fiducia.
Aziende che offrono il bike-sharing, le ludoteche o lo scambio di vestiti aiutano gli utenti a gustare i prodotti o servizi senza dover affrontare una spesa elevata, problemi di manutenzione e l’isolamento sociale della proprietà individuale.

Elisa Remondina per TalentGarden

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